Chi
sia cosa sia Samantha Soames non importa. Certo è che non sappiamo
neppure (non vogliamo sapere) dove finisce il pirataggio plunderfonico e dove
inizia il suonato. All'inizio il free-jazz di Freecatfear se non fosse (in
parte ci sembra) plagiaristico sarebbe assolutamente geniale. Stordente. Poi
la manipolazione è per agonizzanti trascinamenti di piatti (Mizia's
Escape) con scorci di inni-epicofunebri e assoli percussivi rubati chissa
dove. I suoni di ance in Cut the cat vengono spiralati e poi mandati in un
caos di scracht semi-informale. Più circospetta l'atmosfera di Zizziogrizzio
dove su un loop di contrabbasso (?) compaiono manciate di note di tastiere
slide in riverberi cristallini. Cikuspace (space Callas) è una rivisitazione
quasi industrial di Marclay. Il tanghetto alla Bontempi di Eating zinzula
ci proietta in un universo felliniano-putrescente. Gulagsan potrebbe essere
un jazz-noise con attitudini industrial-zorniane. Porcophon è un pattern
ritmico-percussivo quasi Tool you can trust, attraversato da scraching e altri
conati di suoni. Pinolo scacciapioggia propone nastri reverse e poi accenni
artritici di chitarra, flauto e biascicare di quel che rimane di tastiere,
chiudendo inquieto il tutto. Pur considerando l'apporto creativo del caso
(7-8)
Dioniso
Capuano Blow-up N°24 |