Ethnographies VOL.I  Musèe de l'Homme Hermètique
 

 

 

 

“Ethnographies” are detailed descriptions of social life in different times and places. Traditionally, ethnographies focused in-depth on a group of people such as the Nuer or a particular North Indian Village. Today, they are just as likely to focus on a particular aspect of social life such as new reproductive technologies, meanings of the veil,ect.. In this case they are about ritual music of a sardinian mutant strange collective. Ethnographies can be really interesting to read and give you a fascinating insight into a place or group of people. In their ethnographies anthropologists often write about their experiences of doing research; how they felt, what it was like to live in an unfamiliar place, so they are also good ways to find out what it might be like to be a professional anthropologist!!

 

tLa collana Ethnographies uscirà in tre volumi costituiti ciascuno da due cd in copie limitate. Essi rappresentano la nostra ricerca musicale e sociale in questi ultimi due anni. Quaderni di appunti che diventano lavori compiuti perchè fotografano momenti intensi di vita vissuta lontani da qualsivoglia forma di rappresentazione e posa. Non si tratta di prodotti musicali di consumo ma di reali documenti etnografici. Colonna sonora di noi stessi e di una natura ancora potente che con dolore, a tratti rabbia disperata rifagocita industrie chiuse e decadenti, cucine sporche e maleodoranti, bar pieni di disperati e strade deserte in un percorso di riappropriazione di identità e radici ancestrali mai cosi necessario. Momenti e luoghi bui, fabbriche e grotte da cui si intravvedono futuri e abbaglianti sprazzi di luce.

Buon viaggio nella Nuova Psicogeografia.

Nel primo volume :

Hbol -Urano1935 e  Glup Alak Tum! Lo spazio infinito e la profondità della terra!

OUT NOW!!!!! 

 

Let’s next move on to the huge double-CD ETHNOGRAPHIES VOLUME I by Sardinian sextet the Hermetic Brotherhood of Lux-or, whose chants, processions and rituals have – across two long CDs of on-site filed recordings – captured a sound that I’ve only previously encountered in Japan via such time-breaking ensembles as Taj Mahal Travellers, East Bionic Symphonia and Marginal Consort. Those spirited few of you who are particularly intrigued by my invoking such hallowed Nihonese ensembles will not be disappointed by the None More High heathen jabber contained within the grooves of these two CDs from Trasponic Records (www.trasponic.net). Indeed, there’s even a degree of degraded Ur-musicality contained within these fine works that is futuristic enough to be considered genuinely post-Edisonian. Imagine Miles’ 32-minute ‘Get Up With It’ title track captured only by vocal FX and primitive concussion within the portals of some megalithic Sardu antron and yooz nailed these slippery motherfuckers somewhat, what! Buy this two-CD set, it’s the Mother of Fuckers, it’s the Brew that is True.

Julian Cope on    http://www.headheritage.co.uk/addressdrudion/142/2011

 

Torna in azione, il vettore lisergico esplorativo preferito, di casa Trasponsonic.
“Ethnographies Vol.1: Musèe de L'Homme Hermètique”, è il primo anello, di una collana in tre volumi (in doppio cd a tiratura limitata), che rimesta materia occasionale, fra scarto putrido e pietra preziosa.
Indifferente a questo punto, Hermetic Brotherhood Of Luxor, tracima minaccioso.
Suoni che sanno di rabbia malcelata, di campagne spopolate, di casali abbandonati, di ricordi strappati e speranze inespresse.
Indecisi nel proprio ondeggiare, sotto l'insegna al neon di un bar aperto, nella solitudine della statale.
Sentirne il silenzio circostante, un leggero sibilo in lontananza ed un battito incazzato, premere nel torace.
Suoni a pugni stretti, violenti, ancestrali, infinitamente lisergici (chiedete a Julian Cope, cosa pensa di loro...).
Sconvolti sul serio, ma fuor di ogni canone.
Un bivio emotivo, uno svincolo a rilascio lento (i primi Clock Dva quasi free, i Cabaret Voltaire di “Red Mecca” e “Three Mantras”, sfrigolio di corde Godflesh,
varie porzioni kraute, il Mediterraneo ed i suoi veleni nascosti).
“Urano 1935” e “Glup Alak Tum..!!!”, son due tracciati sconnessi, impervi, deliranti senz'altro, che non cercano facili scorciatoie, son dolorosi, ma reali; fottutamente reali.
E se tagli la carne, stai sicuro, che il sangue uscirà.
A meno che la morte non sia passata prima.
Ma quando tutt'intorno è irrimediabilmente andato, anch'essa cos'altro può fare?
Imperfetti, isolati e non allineati.
Oltre la Sardegna, non riesci ad immaginarli in nessun luogo (altro che Texas..).
Pecore, rocce, gente che non ha più un soldo in tasca, le case che si vuotano, i vecchi che rimangono a succhiarsi le dentiere,
i giovani, che sperano in una dentiera da succhiare, e non riescono ad immaginar altro luogo dove andare, e ci si ritrova tutti, stretti,
impauriti, a dir le stesse cose, a far finta di niente, a dirsi che tutto procede, che ce la potremo fare, ognuno di noi, perso ed isolato,
fra nani di governo, troie, Bondi depressi e falsi oppositori.
Il suono dello smarrimento.
Unico, personale, tragico.
Nostro.

Aggiunto: April 3rd 2011
Recensore: Marco Carcasi
Voto: 4 stelle

www.kathodik.it

 

Trasponsonic Inc. 2011